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C' ERA UNA VOLTA LA CARESTIA NEL BOSCO

C'era una volta la carestia nel bosco e una tartaruga non trovava cibo e s'era indebolita per la fame.
Decise di andare da un vecchio lupo che, chissà come faceva, aveva sempre delle provviste in un capiente buco di un vecchio albero. Si mise in cammino e, lenta lenta, arrivò finalmente dal lupo; lo intravvide da lontano che camminava a stento e inciampava per la tarda età.
<<Zio lupo! zio lupo! Com'è che ti va la vita?>>
<<Ué, giovanotta tartaruga! come mai da queste parti?>>.
<<Son venuta, zio lupo, a chiederti un po' di cibo, ché, come sai, c'è tanta carestia>>.
<<Oh, c'e la carestia? Ma guarda un po', ma guarda un po' che mondo infame! Vieni, vieni e parliamo da vicino che, mannaggia la vecchiaia!, son sordo da quest'orecchio>>.
<<Ed io ho queste zampe che mi bruciano, ché questo maledetto guscio mi pesa un accidente>>.
<<Ti pesa un accidente? Mannaggia, mannaggia, i gusci che ci avete!>>.
<<Mi pesa, mi pesa!>>.
<<Eh, si, meglio sarebbe se non l'avessi avuto: staresti più leggera>>
La tartaruga si avvicinò e il lupo disse: <<Dammi un bacio, nipote tartaruga>>.
E un bacio stava per dar la tartaruga al lupo quando questo, con uno scatto giovanile, solo per poco non riuscì mangiar la testa alla poverina.
<<Ah, mascalzone traditore! Ho ben capito, ora, come fai tu a procurarti il cibo!>>. E la tartaruga scappò pian piano, non potendoci pensare.
Cammina e cammina, incontrò una gioiosa vecchia pecora che lavorava di buona lena in un cortile.
<<O nobile animate>>, vociò la tartaruga <<mi daresti un po'... Ma dimmi, che stai facendo?>>.
<<Non certo il latte, figlia mia! Non vedi che son vecchia? C'è tanta carestia, lo sai? e un po' di latte in più che le mie figlie riescono a far avanzare, andrebbe a male e dobbiamo per forza far formaggio. Ma dimmi: tu che vuoi?>>.
<<Vorrei... vorrei... ho vergogna, quasi, di... Niente, niente>~ e la tartaruga stava quasi per andare.
< <Vien qua! Vien qua!>>, gridò la pecora. <<Ecco, tieni:. un pezzetto di formaggio. Solo questo ti posso dare: devo dar conto; perô, vedrai, ti basterà>>.
<<Oh, grazie, nobile animate. Ma senti: La sai una cosa?>>.
<<No. Cosa, cosa?>>.
<<Sono andata dal vecchio lupo a chiedere un pò di cibo e sai che mi ha fatto? Con la scusa di farsi dare un bacio, stava quasi per portarmi via la testa con un morso! Ma per fortuna, il mio pesante guscio mi ha salvata>>.
<<Tienilo caro il tuo guscio, gioia mia! magari l'avessi anch'io: i denti dei Lupi farebbero scintille!>>.
<<Questo è vero, questo è vero. Però, però: sono propri
degli assassini, i lupi!>>. . . .
<<Quando si nasce cattivi, figlia mia, non si può mica morir buoni! Anzi, accorgendosi che hanno perso te forze, i lupi incattiviscono ancora di più! Chi invece nasce buona, tale vuoi rimanere, e la vecchiaia l'addolcisce ancora... Mangia, mangia, non pensare ... >>.
<<Proprio così, proprio così! >>, disse la tartaruga, con la bocca piena.

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