PRESENTAZIONE

La favola e il mito

L'uomo, a volte, ha cupe rappresentazioni del suo passato. Ne ha altrettante " angeliche" che, nella dimensione formale di frasi scritte, divengono veri " spirituals" , che non hanno niente di tenero, ma che sono comparazioni tra realtà e sogno: nasce così la favola.
La favola non ha una funzione di catarsi, ma è "il possibile" nel suo farsi, ed infonde la centralità dell'Io, di ciò che di più irremovibile c'è nell'uomo.
In fondo, la sostanza "angelica" della favola va al di là della poesia; non c'è, nella forma dionisiaca esistenziale di Sabatino, una pretesa di ritmicità che i poeti hanno scontata, ma la melodia permane le sue favole, rendendo la figura del testo, paragonabile al verso, a ciò che, nel fantastico autunno della mia vita, io chiamo semplicemente lirica.
Io non sono una persona che crede alla funzionalità scolastica della favola, ma trovo che la favola viaggi da sempre a lato di una poetica infantile che spesso con l'uomo, "adulto e maturo" è intransigente.
Quindi Sabatino è un poeta che ha scritto la strada più difficile e meno responsabile, e forse canta la sua stessa vita con una sola corda vocale, come il Paganini, che riusciva a dominare il violino facendo a meno di tutti gli altri accompagnatori
"Stregoneria" della favola, punto di domanda, c'è sempre un lupo nelle favole che è spesso motore di racconto; ma se non ci fossero lupi cattivi, faine furbe o volpi pazze, non ci sarebbero i demoni della creatività.
Comunque Sabatino Scia è l'erede geniale della favola antica.

Alda Merini

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